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тнє ℓєgєи∂ σf вℓα¢кєяωσℓf αи∂ αиgєℓωнιтє: La Leggenda dell'elfo dai capelli color argento -seconda parte-

venerdì 18 giugno 2010

La Leggenda dell'elfo dai capelli color argento -seconda parte-

L'eroe incamminandosi verso i confini di Daunder, sapeva che non sarebbe stato facile superare le mura di Nits che facevano parte dei troll grandi alleati degli orchi. Bestie di enormi dimensioni. I più pericolosi a quei tempi erano i troll delle caverne distruttori di qualsiasi cosa gli capitava davanti, non avevano pietà per nessuno. Alcarohtar vedendo quelle grandi mura, ebbe un po' di timore ma si fece forza e andò contro al suo destino. In modo furtivo sfuggì a tre Troll che erano in giro a perlustrare la zona e con la sua genialità riuscì a superare le prime mura. Ma all'uscita delle mura di Nits, un troll notò la sua presenza. Alcarohtar rimase impassibile, il troll però aveva già fiutato l'odore dell'elfo e si scaglio contro l' eroe con passi che facevano tremare la terra. Alcarohtar avendo la ferita sul petto,non poteva correre in maniera appropriata. Il troll si avvicinò a lui e lo colpì con una mazza spinata. Lo prese proprio nella ferita subitagli dai Dokkalfar così grido di dolore dicendo: “Ahhhhhhhh maledetto trooll!!!!!!!”Scampò a diversi attacchi del troll, fin quando con un scatto felino,gli andò dietro.
Salì sopra la testa del troll e con un piccolo coltello di caccia che aveva nella sua cinta elfica glielo ficcò sulla tempia uccidendolo immediatamente. Sfinito, stanco con il fiatone sentiva il dolore della ferita che lo bloccava verso il suo scopo finale. Alcarohtar steso a terra, fece un sogno ad occhi aperti, era cosciente e immaginò di essere insieme alla bellissima Ainwen nelle foreste di Dorlas,che si rincorrevano in modo amoroso e nell'aria si respirava armonia e pace. Alcarohtar sentendo quella sensazione d'amore verso la sua amata, col piede zoppicante,con la ferita sul petto, una spalla slogata e tremolante(con le ultime forze che gli restavano)rialzandosi disse: “Devo resistere, devo salvare la mia gente, devo finire la mia missione. POTRANNO COLPIRMI DRAGHI,ORCHI, LYCAN, TROLL MA IO MI RIALZERO' COMUNQUE, PERCHE' IO
SONO L'ULTIMA SPERANZA PER IL MIO POPOLOOOOO!!!

Ainwen

Daunder


Nel frattempo nelle celle desolate di Daunder,i phersinyani erano imprigionati e incatenati sotto una caverna molto cupa. Brandir si svegliò nella caverna e si trovò a torno a lui tutti i suoi compaesani messi in grandi file indiane. Chi piangeva, chi provava un metodo per liberarsi, lamenti, c'era un caos generale. Brandir calmò tutti, dicendo che gridando o piangendo, non avrebbero concluso niente. Per sua grande fortuna Brandir con delle foglie acide del bosco di Fulian, riuscì a sciogliere le catene e liberarsi. Ma a Daunder non c'erano solo i Dokkalfar, c'erano anche i Sutras gli orchi del deserto arido di Gon,che erano alleati con Darigaaz. Brandir silenziosamente riuscì a liberare tutti, grazie alla sua spada Jainensword(è una spada elfica che quando la richiami viene subito al tuo cospetto). Uscirono tutti da una piccola crepa che si trovava sotto la caverna, mentre Brandir fece un diversivo. Uscì allo scoperto e si fece vedere dagli orchi, facendosi inseguire, così gli altri potevano scappare tranquillamente. Arrivando in un piccolo boschetto di folletti con alberi di grandi dimensioni Brandir si sentì a casa. Gli orchi lo persero, non lo trovarono più, erano quasi smarriti in questo posto. Dal nulla scoccò una freccia e colpì un orco alla gola, era Vithril uno dei guerrieri di Phersinya che seguì i passi di Brandir per dargli una mano.

Poi Brandir sfoderò la spada e mozzò la testa ad un altro orco finendo così il suo piano
Brandir capo di Phersinya

Vithril


Non andarono molto lontano, infatti, senza che nessuno se ne accorgesse i Dokkalfar spuntarono all'improvviso e si ripresero i loro schiavi. Solo la stupenda Ainwen,riuscì a sfuggire alle grinfie dei Dokkalfar. Scappando da Daunder, da lontano vide un piccolo puntino non capiva cos'era, mille dubbi affollavano la mente di Ainwen, perché pensava che un degli elfi oscuri l'aveva inseguita. Più si avvicinava e più era la paura di affrontarlo. Era un elfo, ma non uno qualsiasi …...........era il loro salvatore Alcarohtar. Il cuore della bellissima Ainwen riuscì finalmente a battere di felicità. Alcarohtar quando la vide, fece un sorriso e gli disse: “Mia amata vengo a salvare te e il nostro popolo, però la mia vita si sta spegnendo..!!”. Non riuscì a terminare le parole che cadde a terra e Ainwen lo prese e lo strinse a se. Alcarohtar apri faticosamente gli occhi e guardò il magnifico viso di Ainwen dicendogli: “Povero phersinyano che sono........mi accorgo solo adesso di aver perso uno fanciulla così bella come te e me ne pento di non averti dato il mio amore”. Lei con voce preoccupata disse: “Non dire questo, adesso pensa a guarire e riprendi le forze”. Lui con molta dolcezza strinse la mano di lei e disse: “Tu quand'eri più piccola mi dicesti che volevi sposarmi, quando avresti compiuto 17 anni”. Lei arrossì e disse un dolce sì..........lui: “Allora sposami adesso!!!”
Ainwen rimase ferma immobile e poi disse: “Ma sei pazzo, adesso in questo momento che il nostro popolo è in grave difficoltà”. Lui terminò dicendo: “Appoggia le tue labbra sulle mie, così con il tuo amore riuscirò ad compiere il mio destino”. E Ainwen gli diede un soffice bacio armonioso con molta delicatezza. Alla torre di Daunder in quei momenti si stava per svolgere una sfida cioè Brandir e Vithril contro il temibile Darigaaz.I due elfi erano riusciti a non farsi prendere di nuovo dai Dokkalfar,così vollero salire nella parte superiore della torre dove si trovava Darigaaz per poterlo sconfiggere. Alla fine la spuntò Darigaaz,per Brandir era troppo forte,infatti venne scansato via dopo due colpi di spada. E a Vithril gli tagliò un braccio lasciandolo al suo dolore. Darigaaz si sentiva un dio, rideva come un maligno, soddisfatto della sua possente forza. Peccato che qualcuno attirò la sua attenzione. Nella parte inferiore della torre si trovava Alcarohtar. Darigaaz con sguardo rabbioso disse: “Chi è costui??!!”.
Alcarohatr gli fece uno sguardo di sfida. L'alba del settimo giorno stava sorgendo................e la rinascita degli elfi di Phersinya era ormai prossima. La cerimonia di Elfas era risorta,tutti i desideri di qualsiasi elfo potevano essere realizzati. E Alcarohtar deciso come no mai, alzò al cielo l'ultimo germoglio di Laufeth e disse queste sacre parole: “Che l'oblio ritorni nelle sue viscere e che ci marcisca per il resto dei suoi giorni”. La pianta come per magia sbocciò levitando nell'aria uscirono via mille luci colorate,che si espandevano da per tutto e un enorme boato scosse la terra. E una fortissima luce accecante proveniente dalla pianta,Illuminò tutta Daunder, e sterminò tutti i Dokkalfar e l'oscuro elfo Darigaaz. Tutto torno sereno e tranquillo,tranne una persona che morì quel giorno. Venne dedicata ad Alcarohtar una statua in bronzo, che si trova nella foresta di Dorlas. Dove ci sono incise queste chiare parole: “fin quando ci sarà un po' di luce nei nostri cuori, ci sarà speranza”. The End

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